Patrimonio culturale da Salvare

 

La situazione della chiesa dei SS. Sergio e Bacco (Kuçuk Ayasofya Camii) a Istanbul

Una delle più importanti chiese bizantine dell’antica Costantinopoli (trasformata in moschea) corre il rischio di crollare . Danneggiata dal terremoto del 1999 e lesionata come risulta dalle foto nella volta è sottoposta alle continue vibrazioni del treno per Istanbul che passa proprio accanto al monumento. Anche se sembra che i restauri siano stati decisi , per motivi che non conosciamo non sono ancora iniziati. Il pericolo è grande anche per i fedeli islamici che la frequentano quotidianamente, ma sembra che questo poco interessi le autorità Facciamo quindi appello a tutti gli studiosi, gli amanti dell’arte e le autorità nazionali e internazionali preposte perché si intervenga subito evitando un danno gravissimo al patrimonio culturale mondiale.
La chiesa fondata da Giustiniano, nel suo primo anno di regno (527), conformemente alla tradizione orientale, è a pianta centrale (ottagono inscritto in un rettangolo irregolare). La chiesa dei -SS. Sergio e Bacco è conosciuta anche come "piccola Santa Sofia" ( Kuçuk Ayasofya) , perché in essa sono state applicate per la prima volta certe soluzioni architettoniche che poi troveranno pieno compimento nella costruzione della Grande Chiesa di Santa Sofia. Presenta inoltre (specie per quanto riguarda la pianta) analogie strettissime con S. Vitale di Ravenna. Il monastero di S. Sergio e Bacco era anche noto come "di Ormisda", dal nome del distretto in cui era situato. Pare che qui alloggiassero gli inviati papali, ed officiasse il clero latino risiedente in città. In origine il katholikòn era sontuosamente decorato, ma dei mosaici a fondo d'oro e dei marmi pregiati non resta traccia sotto la massiccia intonacatura risalente alla trasformazione in moschea (1506-1512). Sopravvive un'iscrizione metrica (dodici versi in tutto) tracciata lungo il perimetro dell'edificio, dove vengono esaltati Giustiniano e Teodora. Si notano anche nonostante l’intonacatura parti dei mosaici e il monogramma di Giustiniano e Teodora sui bellissimi capitelli a cestello. Tra l'altro qui era conservato il cranio di S. Giovanni Crisostomo, ora a Firenze.


Appoggia la battaglia per salvare Diolco

L' Antico Diolco - Petizione internazionale per la salvezza


Un importante monumento antico, il famoso Diolco, tramite il quale navi venivano trasportate per terra da una parte alla altra dell' Istmo di Corinto in Grecia, si trova attualmente in stato di rovina nella sua parte iniziale.

La costruzione, che risale intorno al 600 a.C., fu rivelata negli scavi attuati dal 1956 al 1962 ma da allora non fu mai protetta dall' erosione dovuta alle onde e alla scia di ogni nave che attraversa il Canale di Corinto.

Negli ultimi anni, i preparativi per un futuro studio di restauro, gia' in considerevole ritardo, erano presentati come l' unica "cura" per il monumento gravemente ferito, mentre veniva rifiutato qualsiasi intervento di salvataggio!

Per evitare l' ulteriore distruzione, e' stata creata una petizione indirizzata al Primo Ministro greco, invitandolo a porre fine agli atteggiamenti che hanno favorito la demolizione del monumento, proseguendo senza indugi al salvaguardo e al restauro.

La notifica dello stato penoso del Diolco alla comunita' internazionale, a contribuito a che la Direzione per il Restauro dei Monumenti Antichi del Ministeto di Cultura greco si sia recentemente mossa a favore del monumento.

Un primo atto di rispetto, all' inizio di marzo, e' stato quello di sorreggere due punti del fronte della erosione dove le pietre antiche avevano perso quasi completamente il loro substrato.

Nonostante cio', l' erosione continua su un fronte molto ampio, mentre il travaglio della parte del monumento gia' in acqua e' continuo.

Prestiamo la nostra voce al monumento! Vi invitiamo a firmare l' appello che si trova sul sito

http://www.thepetitionsite.com/takeaction/870477005

Possiamo salvare il Diolco.

http://www.greece.org:8080/opencms/opencms/HEC_Projects/DIOLKOS/


P.S. Il modulo elettrronico del sito contiene un paio di domande statistiche a cui non e' necessario rispondere. Non dimenticate di cliccare sull' "add my signature" dopo il preview, per confermare la vostra firma!


SALVIAMO LA NECROPOLI DI MONTERFORTINO
DALLA DETURPAZIONE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE


Il nome di Montefortino è conosciuto a livello internazionale in tutto il mondo archeologico perché c'è un elmo, detto appunto «elmo tipo Montefortino», che fu ritrovato in questo paesino durante l'aratura di un appezzamento agricolo. La sua storia è molto antica e risale al tempo dei Galli Senoni, che si erano stabiliti fra questi colli dell' Appennino Marchigiano e dei quali è stata trovata una necropoli e una fonte sacra. Dell'intero territorio gallico, Montefortino era probabilmente il baluardo celtico più meridionale, al confine con gli Etruschi e i Piceni.
L'intervento umano è sempre stato rispettoso dell'ambiente ma in tempi recenti la Provincia di Ancona ha inserito la zona nel P.P.A.E. (piano provinciale attività estrattive) approvando un piano di sfruttamento intensivo di una risorsa locale: la pietra delle montagne circostanti, una particolare pietra chiamata «scaglia bianca e rossa». Secondo questo piano di sfruttamento, il territorio del Monte Sant'Angelo (a ridosso della necropoli) è stato dichiarato bacino estrattivo e se non si farà qualcosa per impedirne lo scempio, in brevissimo tempo questo magnifico territorio diventerà una cava all'aperto, l'ambiente naturale verrà distrutto e con esso verranno distrutte la tranquillità dei suoi abitanti e una memoria storica che ancora attende di essere conosciuta e riconosciuta. Che ne sarà quando centinaia di camion percorreranno le stradine di Montefortino, quando scavatori e ruspe bucheranno a destra e manca, in un'area così poco esplorata archeologicamente? Cerchiamo qualche amico disposto a combattere questa piccola grande battaglia, esiste on line una petizione che, se portata avanti e pubblicizzata da ognuno, potrebbe salvare il sito
http://www.trigallia.com/montefortino/petizione.asp